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Molte le discussioni politiche: Presidenzialismo, Giustizia, Crisi economica, rapporti tra forze politiche. Un fine anno incandescente (ansa) - VELTRONI CHIUDE AL PRESIDENZIALISMO, "IL PREMIER PENSI ALLA CRISI" ROMA - Walter (More) (ansa) - VELTRONI CHIUDE AL PRESIDENZIALISMO, "IL PREMIER PENSI ALLA CRISI" ROMA - Walter Veltroni chiude la porta alla riforma presidenzialista auspicata dal premier Silvio Berlusconi. "Se coltiva questa ambizione, sappia che noi siamo risolutamente contrari", taglia corto il segretario del Pd convinto che in realtà il vero intento del presidente del consiglio sia lanciare l'ennesimo "ballon d'essai" per distogliere l'attenzione dalla crisi economica e "dalla vera emergenza che è il dramma delle famiglie italiane". Priorità sulla quale il leader democratico è pronto al dialogo in Parlamento "per evitare che la casa bruci".
Non è tempo, per il leader democratico, di mettere in agenda una riforma costituzionale. Le priorità del paese, come confermano oggi i dati Istat, sono misure che guardino "alla vita reale degli italiani". "Il 5,3 per cento delle famiglie - attacca Veltroni - non ha soldi per il cibo, il 15 per cento fa fatica ad arrivare a fine mese. Sono dati drammatici ed il presidente del consiglio dovrebbe occuparsi di una crisi economica seria invece di mettere ogni giorno altri temi diversivi che tra l'altro dividono la sua maggioranza". Con l'effetto, avverte il presidente dei senatori Anna Finocchiaro, che "queste fughe in avanti del premier minano il dialogo" in corso tra maggioranza e opposizione su riforme come il federalismo.
Confronto, ben diverso dall'"inciucio", che Veltroni ritiene indispensabile per tamponare la crisi economica: "Come dice Obama, dovremmo dimenticare di essere rossi o blu per essere in primo luogo italiani anche perché sta per arrivare una gigantesca bomba sociale e bisogna salvare il paese". Il segretario del Pd non è, quindi, a priori contrario al dialogo, "nel rispetto dei ruoli", sulle riforme con la maggioranza.
Nella direzione di venerdì scorso, ha auspicato che si possa andare verso una riforma della giustizia quanto più condivisa da addetti ai lavori e dalle forze politiche. E anche sul tema delle riforme istituzionali ha rilanciato il semipresidenzialismo alla francese ed il 'pacchetto' Violante, che oltre al Senato federale e alla riduzione dei parlamentari prevede un rafforzamento dei poteri del premier. Riforme mirate ad avvicinare le istituzioni ai cittadini, ben diverse, secondo il Pd, dagli obiettivi di Berlusconi.
"Capisco che il premier - ironizza Finocchiaro - abbia come aspirazione quella di fare il presidente mondiale ma questa aspirazione la coltivi pure nel suo intimo, perché tirarla fuori non fa bene né alla politica, né alla maggioranza, né al dialogo tra i poli".
Schifani: premierato forte non è tabù ROMA - "Il premierato forte non è tabù". Serve un "rafforzamento dei poteri dell'esecutivo", soprattutto se si da vita ad una riforma come quella del federalismo in cui lo Stato cede una parte di sovranità alle Regioni. Lo ha sottolineato il presidente del Senato Renato Schifani durante la cerimonia per lo scambio degli auguri di Natale con la stampa parlamentare.
Visto che le forze politiche presenti in Parlamento si stanno mettendo d'accordo per dar vita al federalismo fiscale, bisogna rafforzare il governo centrale prevedendo, sottolinea Schifani, anche una riforma come quella presidenziale. Ma questa modifica costituzionale, per il premierato forte, aggiunge il presidente del Senato, può essere fatta benissimo "nella seconda fase della legislatura". (Less)
Class Action: l'avvio delle cause collettive non prima ... ROMA - Bisognera' attendere il 2009 per poter dare il via a cause collettive anche in Italia. (More) ROMA - Bisognera' attendere il 2009 per poter dare il via a cause collettive anche in Italia. L'entrata in vigore della legge che consente azioni risarcitorie a tutela degli interessi di consumatori e utenti - che molte associazioni erano gia' pronte a promuovere contro societa' e banche - slittera' infatti di sei mesi, dal primo luglio al primo gennaio 2009, come ha confermato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Il provvedimento, licenziato con la Finanziaria 2008 dal governo Prodi, sara' oggetto di "revisione", con le parti sociali, e verra' allargato alla Pubblica amministrazione.
Una sonora bocciatura alla decisione di rinviare la legge e' immediatamente arrivata dai consumatori. "Siamo assolutamente contrari", ha affermato il Codacons. Anche la Cisl di Raffaele Bonanni ha mostrato di non essere d'accordo: "Questa altalena non fa bene al Paese", ha detto riferendosi al meccanismo di norme scritte da un esecutivo e cancellate dal successivo. La norma e' comunque destinata ad essere rivista. Pur sottolineando che "il governo e' favorevole al provvedimento", che e' "di assoluta validita' e importanza per i consumatori", Scajola ha spiegato che la legge sulla class action entrera' in vigore a gennaio del prossimo anno dopo un "percorso di revisione con le parti interessate". Perche', ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico, "abbiamo il sospetto che così com'e' porterebbe a vagoni di ricorsi senza giovare ai consumatori". Dunque, per soddisfare l'obiettivo che deve essere di "dare giustizia a chi si sente danneggiato" e "per produrre effetti positivi - ha detto - ha necessita' di essere ritoccata". Ritocchi che, ha sottolineato, saranno discussi insieme alle "parti coinvolte".
A tal fine gia' per domani ha convocato il Consiglio nazionale dei consumatori. La decisione di fermare la legge sulla class action non e' piaciuta al leader della Cisl. Sollecitando una "spiegazione" del governo su "questo stop", Bonanni ha affermato: "Non mi piace che alcuni governi scrivano le norme e quelli dopo le cancellino. Questa e' un'altalena che non fa bene al Paese", ha sostenuto il segretario generale della Cisl, perche' "non crea un clima costruttivo e di fiducia". Da parte loro i consumatori promettono opposizione. "Ci opporremo a proroghe che appaiono palesemente ordinate dalle grandi imprese italiane guidate da Confindustria", ha affermato il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Piu' possibilista l'Adiconsum. "Se il rinvio della class action - ha detto il segretario generale Paolo Landi - dovesse portare a sostanziali miglioramenti saremmo perfettamente d'accordo, ma temiamo non sia così, viste le pressioni di Confindustria".
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