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Volterra e gli Etruschi - Roccaforte all'Isola d'Elba IL CASTELLO DEL VOLTERRAIO - Isola d'Elba
L'origine storica del Castello è (More) IL CASTELLO DEL VOLTERRAIO - Isola d'Elba
L'origine storica del Castello è nebulosa come quella del toponimo ("volterraio"). Sono nate diverse interpretazioni in proposito. Alcuni, come Giuseppe Ninci, lo fanno risalire a "Volterra" o "volterrano", attribuendo quindi la fondazione agli etruschi. Altri partono dalla stessa radice, legandola però a quello che considerano il vero fondatore del forte, Vanni di Gherardo Rau, che era appunto originario di Volterra.
Molti dicono che sia stato un oppida (fortezza d'altura) etrusco, poi forse passato ai romani. In effetti ritrovamenti antichi sono stati fatti in zona.
Sicuramente sappiamo che nelle sue forme più o meno attuali nacque nel Medioevo, ma anche qui è difficile porre un periodo preciso. La prima notizia certa che ci giunge è del 1281, un provvedimento del governo di Pisa, sotto cui ricadeva l'Elba, di mandare due capitani da guerra e l'ingegnere Vanni di Gherardo Rau a occuparsi del castello. Quali lavori dovesse svolgere qui è piuttosto vago: si trattò di fondazione, ingrandimento o semplice ristrutturazione? Anche qui non si è andati oltre alle congetture. Si ritiene che Vanni abbia costruito il castello, inglobando la torre quadrangolare in una cerchia di mura più vasta. Sempre secondo questa versione, la torre sarebbe sempre opera dei pisani, ma databile intorno al X-XI secolo, e quindi anteriore di più di due secoli al resto del fortilizio stesso.
Il primo assedio documentato è del 1402, quando i genovesi occuparono l'Elba, adesso governata dai principi Appiani di Piombino. Gli elbani si rifugiarono nei forti sparsi per l'isola: il Volterraio accolse i riesi. I liguri si dettero ad assaltare tutti i luoghi fortificati, "ma per quanti tentativi facessero in allora", scrive lo storico elbano Giuseppe Ninci, "per far cadere il Volterraio, non poterono riuscirvi in alcun modo". Era iniziata la fama di imprendibilità del nostro forte.
Quaranta anni dopo sbatterono la faccia contro il castello i pirati tunisini. Anche in questo caso la resistenza della guarnigione e dei civili elbani asserragliati fu tenace, riuscendo a non perdersi d'animo fino all'arrivo dei rinforzi piombinesi e alla sanguinosa disfatta dei nemici.
Negli anni immediatamente seguenti il Volterraio fu ulteriormente rafforzato.
Nel 1544 il castello vivrà forse il suo momento di gloria massimo. L'Elba fu investita dalla terrificante offensiva del famigerato pirata Barbarossa. Mentre l'isola pagava un prezzo pesantissimo alle razzie e violenze e gli isolani sciamavano con i loro miseri beni entro qualsiasi luogo che li potesse proteggere, il Volterraio resisteva fieramente. Anche in questo caso tenne fin tanto che bastò a vedere i nemici reimbarcarsi e togliere le ancore. Mai come adesso si era rivelato inespugnabile, anche di fronte a un comandante che faceva tremare più di una rocca.
Nel 1548 l'isola passò temporaneamente a Cosimo de' Medici, che dette avvio alla fondazione della piazzaforte di Portoferraio. Il Volterraio fu validamente utilizzato come vedetta protettiva sui lavori alla città. Per questo quando l'isola tornò ai principi di Piombino e Portoferraio rimase ai Medici, questi inclusero nei loro confini il nostro castello.
Nel periodo granducale il forte venne interessato da molti lavori. Gran parte di essi furono sotto il governatorato Tornaquinci, che li descrive minuziosamente: fu costruito il bastione a fiancheggiare l'ingresso, altre cortine, la scala d'accesso in muratura che sostituì la precedente in legno (1688) e la cappella interna (1694).
Nel XVIII secolo il castello iniziò la sua fase di declino, nonostante che il rapporto del direttore generale delle fortificazioni toscane, Odoardo Warren, designasse, nel 1749, il Volterraio fortezza di prima classe (in tutto il granducato si fregiarono di questo titolo 15 piazze su 52). A testimonianza di questa decadenza rimane la constatazione del granduca Pietro Leopoldo, che, durante una visita all'isola, scrisse che la rocca era presidiata da "un castellano e una piccola guarnigione ma non serve a niente". Oltretutto nel 1777 lo stesso granduca sciolse il genio militare, dando la botta definitiva al sistema difensivo toscano. La smilitarizzazione completa della nostra struttura avvenne all'indomani della restaurazione del 1815.
Da allora il forte è stato abbandonato, andando sempre più deteriorandosi fino ai giorni nostri, in attesa di un dignitoso restauro.
Fonti:
video - http://www.youtube.com/galetruria
notizie - http://www.isoladelba.ca/ (Less)
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