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La mia città è morta - Joe Natta dedica una… La canzone di Joe Natta dedicata alla mancanza di (More) La canzone di Joe Natta dedicata alla mancanza di uno spazio per riunirsi e per suonare. "Dove si va stasera?" La frase che ricorre fra i giovani lucchesi... Purtroppo non si resta in città... Ecco invece l'articolo del Tirreno (By Matteo Tuccini) del 28 Marzo 2008 con l'intervista a Joe Natta che parla di questo problema: LUCCA. Mentre parla, si fa fatica a riconoscere la demenzialità che ne ispira le canzoni. Joe Natta, 31enne musicista che si ispira a Elio e le storie tese e a Roberto "Freak" Antoni, è in realtà un ragazzo come tanti di questa città. Uno di quelli che la sera vogliono uscire e divertirsi. «Negli ultimi anni è diventato praticamente impossibile - attacca - I centri di aggregazione sono spariti. Mentre nei pub non si può praticamente suonare: primo, perché si disturbano i vicini, e poi perché a mezzanotte bisogna smettere. Altrimenti arrivano i carabinieri». Allora è vero che in questa città non c'è niente per i giovani, come dicevi nella tua canzone "La mia città è morta". Anche se con termini un po' più pesanti. «Attenzione, io non mi faccio portavoce di nessuno. Ho semplicemente lanciato un sasso nello stagno. Molti però la pensano come me. Nel 2005, assieme ad altri musicisti lucchesi, incidemmo una compilation: "Lucca calling". In quel cd c'erano canzoni, serie e semiserie, che parlavano della mancanza di spazi per i giovani. "La mia città è morta" faceva parte della compilation. Sai qual è la cosa peggiore? Che quella canzone è stata scritta nel 2003. E a cinque anni di distanza c'è gente che la considera attuale. Perché non è stato fatto niente. Anzi, è stato fatto qualcosa, ma per togliere». Spiegati meglio. «Nel 2004 venne chiuso il Kaboom, un centro che aveva avuto discreto successo tra i ragazzi. Non era affatto un centro sociale: era un luogo di ritrovo, che aveva una piccola biblioteca, e spazi per attività culturali. Facemmo persino un concerto per scongiurarne la chiusura, a cui invitammo l'allora sindaco Pietro Fazzi e la giunta comunale. Ovviamente non vennero, anzi: una settimana dopo il Kaboom era chiuso. E adesso l'immobile è là, completamente inutilizzato». Un episodio che non è andato giù a molti giovani. E che ha fatto il paio con la recente chiusura del Mattaccio a Capannori. Assai contestata. Ma l'amministrazione comunale dice: a disposizione dei giovani c'è il Foro Boario. «Non mi sembra che sia stato uno scambio vantaggioso. Ci sono pochi eventi, e per farli bisogna sborsare un sacco di soldi». E cosa dici dei concorsi e delle manifestazioni che si svolgono in città? «Qui dobbiamo fare dei distinguo. Fino al 2003 c'era il Match music live, concorso di qualità per gruppi emergenti. Dal 2004 fu eliminato e nacque l'attuale Arena della musica. Dove vengono invitate quasi esclusivamente le cover band, per giunta quasi tutte non lucchesi. Me lo ricordo bene, perché per protestare suonai in mutande». Hai qualcosa contro le cover band? «No, assolutamente, ma visto che a Lucca ci sono tantissimi gruppi emergenti non capisco perché non diamo loro spazio». E il Summer festival? «Bello. Peccato che un biglietto costi mezzo stipendio». Joe Natta, sei incontentabile. Ma, sinceramente, ami Lucca? «Certo, la nostra città è una cartolina che tutti ci invidiano. Ma è prigioniera di questo voler piacere ai turisti. Dai parcheggi a pagamento ai campi da golf, per non parlare dei centri commerciali: qui c'è spazio solo per il business. Vanno bene i Comics, e i pub che tutto sommato sono in abbondanza. Però i ragazzi per divertirsi vanno a Pisa, oppure nei locali della Versilia. E non c'è da meravigliarsi: sarebbe strano il contrario». La canzone in una nuova versione aggiornata al 2005 la potete scaricare da questo link: www.joenatta.com/lucca.zip Il sito ufficiale di Joe Natta: www.joenatta.com (Less)
ROCK BIRKEN - Anni X (audio) Estratto dall'album Sally
Strumentale e testo: (More) Estratto dall'album Sally
Strumentale e testo: Rock Birken
Cori: Salmo
Testo:
Rit. Mai sarei disposto a cambiare tutto quello che sono
mai ho fatto scelte giuste ho sbagliato di nuovo
Mai sono stato capace di essere il meglio sempre
quindi mai aspettarsi da me il sole le luna e le stelle.
Mai come quando a 16 anni mi dicevano
un giorno cambierai e io rispondevo mai
mai come adesso che mi dicono
anche tu un giorno troverai una tipa e te la sposerai
mai come oggi a lavoro che mi dicono
stringi i denti perché un giorno poi guadagnerai
mai sceglierti come amico Rock Bi
se sparisci stronzo io non sono il tuo hobby
metti play al disco l'Italia non sa che esisto
come chi sta peggio e ha più croci di un cristo
giro con il branco ho un cervello invalido
si che ho un cuore anche io
ma per gli attacchi di panico
mai ho cercato come adesso dentro gli occhi della gente
il rispetto che mi sono promesso
mai ho pensato come adesso agli anni con la mia ex
come il peggiore sbaglio che ho commesso
storie ad alta intensità io le ho avute
e certe storie te le canto sopra il tempo dei miei clap
ogni esperienza arriva senza un orario
e il copione è il lieto fine oppure il contrario.
Oggi ho perso la forza mi scavo la fossa
è un salto nel vuoto fatto senza rincorsa
ho i nervi scoperti il corpo è diventato una carcassa
come un emo che si taglia le vene dentro la vasca
testa malata con i flash e visioni
mi sveglio come se avessi dormito su un letto di chiodi
la differenza tra me e chi sta la fuori
è che loro sono in disco e io in studio a regolarmi i suoni
non sono circondato da principesse ma groupie
facce più bianche di tipe dentro un home movie
vesto il brutto tempo disinfetto l'anima
nascondo le bugie sotto le lenti dei miei Ray-Ban
a 23 anni che ti aspetti che la vita cambi
e ti ritrovi ad incendiarti le narici dentro i bagni
a voi non basterà cambiare assegni per comprarvi
la stabilità che voglio guadagnarmi
fanculo al mondo e a tutto quello che ho fatto fin ora
se penso a certe persone non duro un ora
se penso a chi mi ha mandato a puttane i progetti che avevo
si spara in fronte perché io ce l'ho fatta davvero.
Io bacio filtri al sapore di moka chi c'ha la forza di Fogar da qui
se ne esce a pezzi con voce rocca con me
non devi fare la prova se io do pugni di carta
e tu cerchi i baci li prendi solo da Viola
accarezziamo la vita con le dita in velluto e Dio
ha le unghie perché deve graffiare l'animo mio
ed ogni urlo è sempre mega
per ogni giorno che ci sfiora i polsi con le mani di Edward
scappiamo dalla nostra ombra in nuove zone
ma il portone del carcere dei malumori non esplode
abbiamo le scarpe per correre verso il sole
cadiamo e poi pestiamo il morale sotto le suole
giorni bastardi fumando con facce livide
volo basso ma questo viaggio sa di vertigine
uccidi quei cannoni
oggi è lo stesso quadro di domani dipinto con diversi colori
tra soffitto e pavimento la pressione preme
la schiena è nuda e cede sotto colpi di catene
se vesto il cielo non respiro nuova aria
qua l'America è lontana anche da questa settimana. (Less)
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